Registro europeo delle opere e AI: perché autori, produttori e artisti devono agire adesso

LA RISPOSTA BREVE: IL REGISTRO EUROPEO TI REMUNERA SOLO SE IL SISTEMA RICONOSCE I TUOI BRANI

La Commissione Europea ha proposto la creazione di un registro centralizzato delle opere protette da copyright. Il 10 marzo 2026, il Parlamento Europeo ha votato con 460 favorevoli per estendere le tutele del diritto d'autore europeo a tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa che operano nel mercato dell'Unione — compresi quelli addestrati al di fuori dei confini europei.

È un passaggio normativo importante, forse il più rilevante degli ultimi anni per chi crea musica in Europa.

Ma c'è una condizione fondamentale che il dibattito pubblico tende a ignorare: questo sistema funziona solo se le opere sono già correttamente registrate. Un registro europeo non può tutelare ciò che non riesce a trovare.

COS’È UL REGISTRO EUROPEO DELLE OPERE E PERCHÈ È STATO PROPOSTO

Per anni, i sistemi di intelligenza artificiale generativa hanno analizzato enormi quantità di contenuti audio — brani musicali, registrazioni, partiture — per imparare a generare musica. Spesso senza chiedere il permesso a chi quelle opere le ha create. Spesso senza riconoscere alcun compenso.

La normativa europea prevedeva già uno strumento: l'articolo 4 comma 3 della Direttiva Copyright 790/2019 consente ai titolari dei diritti di escludere le proprie opere dall'uso per il cosiddetto Text and Data Mining — la pratica con cui i modelli AI acquisiscono conoscenza analizzando contenuti di terzi. Ma questo meccanismo di opt-out era nella pratica frammentato, difficile da esercitare e quasi impossibile da verificare su scala continentale.

Il registro europeo nasce per risolvere esattamente questo: rendere le dichiarazioni di riserva più chiare, verificabili e interoperabili tra tutti i soggetti della filiera. Un artista, una casa discografica o una collecting society potrebbe catalogare le proprie opere e indicare in modo inequivocabile le proprie preferenze sull'utilizzo per l'addestramento AI. Le aziende che sviluppano questi sistemi avrebbero un riferimento ufficiale, aggiornato e consultabile.

Il Parlamento Europeo ha anche chiesto che l'uso di materiale protetto da parte di sistemi AI generativi sia equamente remunerato. Un dato aiuta a capire la posta in gioco: il settore creativo genera il 6,9% del PIL dell'Unione Europea. Non si tratta di tutelare una categoria professionale di nicchia, ma di proteggere un pilastro dell'economia continentale.

L’ITALIA HA FATTO IL PRIMO PASSO: LA LEGGE 132/2025

Prima ancora che la proposta europea prendesse forma definitiva, l'Italia si è mossa. La Legge 23 settembre 2025, n. 132 ha stabilito un principio fondamentale: le opere create con il supporto dell'intelligenza artificiale sono protette dal diritto d'autore, a condizione che il risultato finale incorpori un contributo intellettuale umano reale e verificabile.

In pratica: se un musicista utilizza strumenti AI per generare elementi della propria produzione, ma li rielabora, li arrangia e li inserisce in un contesto creativo che porta la propria impronta personale, quell'opera è protetta. Se invece si tratta di un output completamente automatico, la tutela non scatta.

È una distinzione che anticipa le questioni che il registro europeo dovrà affrontare — e che offre un modello di riferimento concreto per l'approccio comunitario.

IL NODO CHE TUTTI TRASCURANO: IL REGISTRO TUTELA SOLO AUTORI, PRODUTTORI E ARTISTI CHE SONO IDENTIFICABILI

Qui arriviamo al punto che ci riguarda direttamente, e che raramente viene discusso con la chiarezza che merita.

Un registro europeo delle opere è uno strumento potente. Ma il suo funzionamento dipende da un presupposto: che le opere siano già correttamente catalogate, associate ai propri titolari e tracciabili attraverso i sistemi esistenti.

E oggi, in Italia, questo non è scontato.

Se sei un autore o compositore e non hai depositato le tue composizioni presso SIAE o Soundreef, le tue opere non risultano in nessun archivio collegabile al futuro registro europeo. Nessuna riserva TDM è esercitabile su qualcosa che il sistema non sa che esiste.

Se sei un produttore fonografico e non hai registrato il tuo fonogramma presso SCF, Itsright o Evolution, il tuo master non è tracciabile come unità economica autonoma. I compensi per l'utilizzo di quella registrazione non possono arrivare a destinazione.

Se sei un artista interprete o esecutore e non sei iscritto a Nuovo IMAIE o Itsright, le tue performance non sono dichiarate nel sistema. I tuoi diritti connessi sugli utilizzi secondari — radio, streaming, diffusione pubblica — non sono esigibili, perché nessuno sa che sei stato tu a suonare o cantare su quella traccia.

La frammentazione del sistema italiano delle collecting — SIAE e Soundreef per il diritto d'autore, SCF, Itsright ed Evolution per i diritti fonografici, Nuovo IMAIE, Itsright e RASI per i diritti AIE — non è un ostacolo burocratico da sopportare. È l'architettura su cui si baserà qualsiasi meccanismo di tutela futuro, europeo o internazionale.

COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO IN PRATICA

La direzione è chiara: l'Europa sta costruendo un'infrastruttura normativa per tutelare chi crea musica nell'era dell'AI. Ma l'infrastruttura normativa funziona solo se è supportata dall'infrastruttura tecnica — codici corretti, metadati completi, depositi effettuati presso le collecting corrette.

Registrare correttamente le proprie opere oggi non è burocrazia. È il prerequisito per esistere nel sistema quando il sistema inizierà a distribuire i compensi derivanti dall'uso delle opere nell'addestramento AI.

Le sfide che il registro europeo dovrà affrontare sono reali: la scala (milioni di opere da catalogare), la frammentazione (sistemi diversi da far dialogare), la verifica (come controllare che le aziende rispettino le riserve dichiarate), la retroattività (come gestire i modelli già addestrati). Ma nessuna di queste sfide può essere affrontata se il punto di partenza — l'identificazione certa degli aventi diritto — non è solido.

Il registro europeo sta arrivando. La domanda concreta è una sola: quando arriverà, le tue opere saranno già identificabili nel sistema?

👉 Se hai dubbi su come registrare correttamente le tue opere o su quale collecting fa al caso tuo, siamo qui. È quello di cui ci occupiamo ogni giorno. Scrivici su soundrights.it

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