DIRITTI CONNESSI, parte I – Il Diritto Fonografico
Cos’è il diritto fonografico e perché riguarda tutti noi?
Quando parliamo di musica e diritti, spesso si fa confusione. Proviamo a chiarire le cose in modo semplice.
Il diritto d’autore tutela chi scrive la musica: testo, melodia, composizione.
Il diritto fonografico (o diritto sul master), invece, tutela la registrazione sonora di quel brano.
In pratica: la versione che ascolti su Spotify, in radio o durante un DJ set.
A chi spetta questo diritto?
Al produttore ufficiale della traccia: una casa discografica o un produttore indipendente. Chi ha investito per registrare e produrre quella traccia.
Quando nasce il diritto fonografico?
Ogni volta che una registrazione viene usata in pubblico:
– DJ set
– musica di sottofondo in un locale
– radio e TV
– eventi, festival, filodiffusione
Chi deve pagarlo?
Chi utilizza pubblicamente quella musica: gestori di locali, organizzatori di eventi, festival, service audio.
Dove nasce il problema?
In Italia il diritto fonografico non è gestito da un solo soggetto.Esistono più collecting, ognuna con repertori diversi: SCF, Itsright, AFI, GetSound, Evolution e altre minori ma che stanno affacciandosi sul mercato e non tutte hanno accordi fra di loro, e questo si traduce in un grosso problema:
L’appartenenza ad una o all’altra collecting, in caso di repertorio misto, può interferire nel godimento del diritto fonografico del produttore dovuto all’utilizzo commerciale dei brani.
Esempio. Ipotiziamo che il brano “Fragile” sia co-prodotto da Silvia e Giovanni; Silvia è iscritta a SIAE per la raccolta del suo diritto d’autore, mentre Giovanni è iscritto a Soundreef per la raccolta del diritto d’autore e, avendo anche skills da producer, è iscritto a Itsright per il diritto fonografico. Se chi utilizza musica (il gestore di una discoteca o di un locale che trasmette musica di sottofondo o un organizzatore di eventi con musica, ecc) non richiede la doppia licenza sia a SIAE che a Soundreef, il diritto fonografico di Giovanni non verrà remunerato e il gestore del locale rischierà pesanti sanzioni e la chiusura dell’attività.
⚠️ Questo significa che chi organizza un evento spesso non sa a chi pagare. Paga una licenza pensando di essere in regola, ma se il DJ usa brani di produttori iscritti a collecting diverse… qualcuno potrebbe non essere pagato.
Il paradosso attuale
Il pubblico ascolta la musica > L’organizzatore paga una licenza > Ma alcuni produttori (soprattutto indipendenti) non ricevono nulla, solo perché iscritti a una collecting diversa.
Un sistema complesso, frammentato e poco chiaro, che:
espone gli utilizzatori a sanzioni
penalizza i produttori più piccoli
va contro lo spirito di un mercato libero e competitivo
La visione di SoundRights
SoundRights nasce proprio qui: per semplificare, mettere ordine e garantire equità.
Stiamo costruendo una piattaforma tecnologica per:
✔️ verificare i repertori realmente utilizzati ✔️ dialogare con tutte le collecting ✔️ permettere una gestione chiara, trasparente e senza rischi ✔️ assicurare che ogni produttore venga pagato, indipendentemente dalla collecting scelta.
Un sistema più semplice per chi usa la musica.Più giusto per chi la crea.
Se anche tu credi in un futuro semplice, sicuro e trasparente per la musica, entra nella community di SoundRights!